La corona di fuoco


Titolo: La corona di fuoco

Autrice: Sarah J. Maas

Genere: fantasy

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐



Oggi vi parlerò del terzo libro della saga Il trono di ghiaccio, libro che mi ha lasciata praticamente sconvolta (in positivo ovviamente).
Farò una piccola introduzione dove vi darò le mie impressioni e parlerò anche della trama del libro (senza spoiler), ma in seguito ci sarà un parte in cui analizzerò le parti che più mi hanno colpito e allora lì sappiate che ci saranno parecchi spoiler ahahah.

Questo terzo capitolo è ricco di soprese! Non abbiamo molti colpi di scena o rivelazioni particolari, ma ci sono così tanti eventi che accadono, e l'evolversi delle vicende in generale, che hanno reso tutto molto wow! Dopo quanto accaduto in La corona di mezzanotte, Celaena viene mandata lontano, in un posto dove dovrebbe essere al sicuro. In quella terra lontana, però, Celaena dovrà confrontarsi con un'oscura verità relativa alla propria origine, ma soprattutto dovrà affrontare creature brutali e mostruose che intendono conquistare il mondo intero. Per sconfiggerle dovrà prima di tutto accettare la sua vera natura e far pace con i propri demoni interiori, accogliendo finalmente il suo destino.
In questo libro vediamo i nostri protagonisti che cominciano a cambiare, a maturare nuove idee e nuovi principi, scegliendo anche tra nemici e alleati. 
Dopo gli ultimi avvenimenti ognuno di loro si trova a fare i conti con se stesso, a porsi domande come "E adesso cosa succederà?" "Di chi mi devo fidare?" "Chi sono io dopo quanto accaduto? Sono la stessa persona di sempre?".
Tra segreti e bugie, Chaol, Dorian e Celaena inizieranno a prendere strade diverse, ognuno occupato ad affrontare le proprie paure. La cosa che più ho amato però è come queste strade siano comunque destinate a rincontrarsi, l'assassina, il principe e il soldato. 
Oltre a continuare a seguire le loro storie, in questo libro facciamo la conoscenza di altri nuovi e fantastici personaggi! In particolare, quelli che più mi hanno colpito sono Manon Becconero, una strega appartenente al clan delle Becconero spietata come pochi, e Rowan Biancospino, un fae che prenderà parte alle avventure di Celaena. 
Sono state colpita dal personaggio di Manon fin da subito, tanto da metterlo immediatamente nella lista dei prossimi cosplay! Il suo personaggio è davvero particolare, a prima vista può sembrare una semplice strega assetata di sangue, spietata e scaltra come non mai, ed è davvero così, il mio giudizio non è cambiato finendo di leggere il libro. Ma definirla semplice sarebbe un grandissimo sbaglio, il suo personaggio è davvero ben fatto e il carattere non è assolutamente scontato. 
Mi è piaciuto tanto anche il personaggio di Rowan, il suo rapporto con Celaena è davvero unico. Il loro primo incontro non si può dire che sia tutto rosa e fiori, anzi. Rispetto a Dorian, con il quale Celaena si è da subito sentita attratta e con il quale si è sempre sentita a suo agio, con il fae la nostra assassina mostra il peggio di se. Nonostante ciò Rowan è l'unico che sarà capace di tirarle fuori quello che è davvero, l'unico a farle capire cosa lei rappresenta e a smuoverle qualcosa dentro. 
In generale questo libro è davvero stupendo, può sembrare quasi un capitolo di passaggio tra la vecchia e la nuova vita di Celaena, ma a mio parere è comunque davvero importante. Si iniziano a sviluppare nuovi rapporti e i protagonisti iniziano a trovare il loro posto all'interno di questa nuova grandissima storia. 

AVVISO SPOILER
Da questo momento in poi ci saranno SPOILER riguardanti i primi 3 libri della saga Il trono di ghiaccio, leggete consapevoli di questo.
Adesso vorrei analizzare più nel dettaglio alcuni aspetti e alcune scene che più mi hanno colpita, tanto da farmi provare emozioni fortissime per la loro intensità.

ATTENZIONE SPOILER





- "Perchè lei è morta e sono rimasta solo io con la mia inutile vita!"
Dopo la morte di Nehemia, Celaena si sente completamente dilaniata dal ricordo di lei e di quello che è successo. La sua amica era quella che doveva salvare tutti, Nehemia era quella che doveva riuscire a salvare i popoli, a liberare gli schiavi e a sconfiggere il re. Eppure sempre sua è stata la scelta di morire, farsi uccidere per mandare un messaggio a Celaena, per farle capire che in lei risiede molto di più.
Eppure quello che Celaena non può fare a meno di pensare è che sarebbe dovuta essere lei a morire, lei che è terrorizzata dal suo passato, che non si sente per niente una regina. 
Lo ribadisce più volte, anche parlando della sua esperienza ad Hendovier. Quel giorno in cui lei ha tentato di "scappare", uccidendo diverse guardie e arrivando più vicina alle mura di tutti quelli che ci avevano provato prima di lei. Celaena in realtà non voleva scappare, non voleva fuggire, lei sapeva che le guardie avevano il compito di uccidere a vista e lei era proprio in quello che sperava, ma il fato ha voluto che la sua vita fosse molto più importante della sua morte e così l'hanno semplicemente riportata indietro. 
- "Cerca quello che vuoi e prenditelo, Aelin. Non chiedere, non desiderarlo. Prenditelo!"..."Celaena fece un bel respiro, poi un secondo, e si abbandonò alla rabbia che come un coltello tagliò ogni tentennamento, dubbio o senso di vuoto."
Rowan è il primo che a mio parere riesce finalmente a capire che con Celaena/Aelin non bisogna mai essere prudenti, bisogna osare, bisogna urlare, bisogna insistere e non arrendersi, non bisogna avere paura delle sue parti più oscure, non bisogna avere paura della rabbia, ma bisogna accoglierla per quella che è. Bisogna accettarla e usarla.
Cosa che invece Chaol non ha mai capito, è per questo che, una volta vista la vera natura di Celaena, ne è rimasto così spaventato, pensava di doverla trattenere, invece doveva solo essere liberata.

- "La strega e il drago si guardarono per un momento che durò un'eternità. "Tu sei mio" gli disse Manon."
Questa scena. Questa scena mi ha fatto provare una sensazione fortissima, ho sentito il potere dell'unione tra Manon e questo drago. All'inizio pensavo che la scelta fatta dalla scrittrice fosse troppo scontata, quando la strega inizialmente aveva deciso di puntare Tito (il drago più forte del branco) ero rimasta un po' delusa ma capivo che per Manon andasse bene solo una creatura del genere.
Poi invece, un colpo di scena piccolo ma allo stesso forte come pochi. Quando Manon è caduta nella gabbia in cui Tito stava combattendo con uno dei draghi esca, e il mostro ha iniziato ad attaccarla, non avevo nulla nella mia testa. Non sapevo cosa sarebbe potuto accadere, non sapevo se Manon sarebbe morta, se invece sarebbe riuscita  uccidere Tito... non sapevo niente. E poi è successo l'impensabile.
Manon ha visto qualcosa, ha colto un talento nascosto dietro il drago esca, quel piccolo drago usato come bersaglio e maltrattato da sempre. Ha visto qualcosa e ha agito. Quando ho capito cosa stava succedendo il mio cuore è praticamente esploso, e dopo questo tutto è successo davvero in fretta.
Manon che libera il piccolo drago, questo che attacca Tito e, con l'aiuto della strega, riesce ad ucciderlo.
Non avevo neanche finito di leggere la pagina quando ho capito, dal modo in cui i due si muovevano, che si sarebbero per sempre appartenuti d'ora in poi.
- "Quei bastardi degli umani ti hanno mozzato gli aculei? Io te ne farò di nuovi, di ferro, come i miei"..."Bada, ti farà male e avrai voglia di uccidere gli uomini che te li metteranno, ma tu li lascerai fare perchè altrimenti marcirai quaggiù per il resto della tua vita. intesi? E quando avremo finito, io e te impareremo a volare. E tingeremo questo regno di rosso."

- "Provò una sensazione che riempiva ogni crepa e frattura ancora aperta. Era benefica, non distruttiva, serviva a guarirla. E a forgiarla". 
Un'altra cosa che ho amato alla follia in questo libro è il rapporto tra Rowan e Aelin/Celaena. Mi aspettavo un'altra semplice storia enemies to lovers e invece non è affatto così. I sentimenti che li legano alla fine del libro non si avvicinano minimamente all'amore e comunque sono davvero davvero potenti. Il loro legame è qualcosa di davvero unico.
Dopo aver scoperto le cicatrici sulla schiena di Aelin, e quindi dopo essere venuto a conoscenza del suo periodo da schiava ad Hendovier, Rowan riesce a comprendere un po' di più la ragazza. Capisce che il suo carattere non è quello di una regina scocciata che non ha voglia di impegnarsi per il suo popolo, il suo carattere duro non è un'arma, bensì uno scudo. Lo scudo di una regina che invece ha passato le pene dell'inferno, che è stata trattata come schiava, che è tormentata dal passato e dal presente tanto da non dare importanza alla sua stessa vita.
Rowan inizia finalmente a capire chi ha davanti e inizia anche a fidarsi di lei. E il rapporto che si instaura tra di loro è fortissimo, un'alleanza basata sulla fiducia e il sostegno reciproco. 
Ho amato la scena del combattimento finale, in cui Rowan è costretto a lasciare Aelin alle mura per occuparsi dei mezzi fae indifesi rimasti nel castello. Lui vorrebbe solo restare con lei, ma è costretto a lasciarla. Quando capisce la gravità della situazione, e capisce che rischia sul serio di perderla per sempre, si precipita da lei e non ci pensa neanche due volte ad offrirle il suo potere per darle forza.
Perchè lui sa. Loro sanno di essere carranam, un legame unico che solo pochissimi al mondo riescono a trovare. Lui non ci pensa due volte, rischia tutto per lei perchè ha completa fiducia nel loro legame.

Per la centesima volta vi dico, davvero un libro fantastico! Un libro che mi ha fatto provare emozioni uniche, inspiegabili. Non vedo l'ora di andare avanti con la storia.


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